| Chiude Terra Futura |
Dopo tre giorni di piena attività, con oltre 500 aree espositive, più di 4.000 enti rappresentati (associazioni, movimenti e realtà del non profit, imprese eticamente orientate, enti locali e istituzioni, insieme per testimoniare come comportarsi in modo “diverso” sia possibile in ogni ambito), 100 spazi di animazione e laboratori di “buone pratiche”, 190 appuntamenti culturali fra convegni, dibattiti e workshop (con 1.000 relatori coinvolti), si è chiusa la quarta edizione di Terra Futura, con una crescita del 25% nel trend generale della manifestazione. In questi tre giorni di fiera, che hanno registrato la partecipazione di circa 83.000 visitatori, si è respirata nell’aria la volontà di una costante e silenziosa rivoluzione negli stili di vita delle persone, nonostante si viva in una società del consumo: per riflettere e guardare alle prospettive future in tema di lavoro sostenibile, tutela dell’ambiente, energie alternative e rinnovabili, impegno per la pace, cooperazione internazionale, rispetto dei diritti umani, finanza etica, commercio equo… «A livello europeo un evento come Terra Futura non esiste – afferma FABIO SALVIATO, presidente di Banca Popolare Etica; molti operatori qualificati sono venuti a farci visita con l’idea di esportare questo modello di mostra-convegno sulle buone pratiche in altri Paesi, come Francia, Spagna, Germania. L’Italia si dimostra all’avanguardia: ne sono esempio il fatto che la prima cooperativa sociale europea è nata in Italia, che le nostre reti di cooperazione internazionale sono riconosciute, che Terra Futura ha ospitato anche realtà internazionali. Terra Futura è un’esperienza unica, ed è significativo che possa contribuire a creare un collegamento anche con cittadini responsabili europei, pronti ad accogliere sfide così importanti». «Questa edizione ha segnato un ulteriore successo: lo dimostrano il vastissimo numero di buone pratiche esposte e la loro innovatività – continua KARL–LUDWIG SCHIBEL, coordinatore della Fiera delle Utopie Concrete -. Non spetta a Terra Futura armonizzare tutte queste proposte, ma certo è una vetrina che con ogni evidenza fa emergere quelle esistenti nelle cinque aree: abitare, produrre, coltivare, agire, governare. Il prossimo passo da fare potrebbe essere quello di elaborare un rapporto che le metta insieme e contribuisca così a farle conoscere». «Credo che sia cresciuta l’autorevolezza di Terra Futura nel nostro Paese - ribadisce MAURIZIO GUBBIOTTI, coordinatore della Segreteria nazionale di Legambiente - come momento vero di incontro con le “buone pratiche” di altro mercato, di altra economia, altra agricoltura, altra energia. È stata vinta la scommessa di Terra Futura: far incontrare qui le “buone pratiche”, tenerle insieme a livello nazionale e internazionale». «Dopo tre anni di "fase di decollo", la manifestazione si è affermata come grande occasione di incontro tra persone, soprattutto tra giovani. E questo va valorizzato – sottolinea PIER PAOLO BARETTA, segretario generale aggiunto della CISL. Terra Futura aiuta a coniugare i temi dell'impegno sociale e della sostenibilità con la concretezza, non solo coi valori. In particolare, la scelta del lavoro come tematica portante per questa edizione ha sollecitato un impegno ancora maggiore del sindacato a Terra Futura. Ora bisognerà riflettere su come garantire all'evento uno sviluppo ulteriore, sempre organico e innovativo». «Il tema scelto per l’edizione di quest’anno si è dimostrato assolutamente azzeccato – continua PAOLO BECCEGATO, responsabile dell’Area internazionale di Caritas Italiana -, evidenziando la necessità per il futuro di focalizzarsi più che sull’area del consumo su quella della produzione, a monte della quale si colloca appunto il lavoro. Lo slogan “consumare meno per produrre meno” non basta più. Bisogna ora ricostruire una relazione di significato fra le persone e il frutto della loro attività, combattere la precarietà, e garantire ai lavoratori di tutto il mondo un reddito sufficiente a condurre una vita dignitosa». «Oggi siamo in Piazza a Corleone, assieme a Cooperativa sociale Lavoro e non solo, Libera e Lega Coop – racconta PAOLO BENI, presidente di Arci nazionale - a manifestare contro i tentativi delle organizzazioni mafiose di bloccare il processo di sviluppo e di aggregazione democratica che le cooperative stanno realizzando tramite la gestione dei terreni confiscati alle mafie: ieri ne stavamo parlando a Terra Futura, oggi siamo qui, e diamo voce a quanti credono nei valori della libertà e della democrazia. È la conferma che Terra Futura è una formula giusta e vincente: il buon equilibrio che ne esce tra discussioni e approfondimenti e l’agire tramite le “buone pratiche” quotidiane la dice lunga sulla bontà della formula». «Mi sembra che abbiamo dimostrato che i temi del cambiamento interessano moltissimo i cittadini, le cooperative di lavoro e le piccole e medie imprese – conclude UGO BIGGERI, presidente della Fondazione Culturale Responsabilità Etica Onlus -. È arrivato il momento di cercare di fare delle alleanze tra i tanti settori della società civile presenti a Terra Futura, per chiedere con forza un cambiamento delle politiche e delle regole del sistema, in modo da garantire un futuro etico. Credo che la politica debba dare una risposta alla gente che in questi tre giorni a Terra Futura ha dimostrato di credere veramente nella sostenibilità e nei diritti». |