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L’Africa è un continente ricco, ed è il futuro, ambientale, culturale, sociale ed economico del pianeta. Non si tratta di una provocazione, ma di uno sguardo positivo eppure realista sull’Africa, che – pur senza nascondersi i grandi problemi che il continente attraversa – intende sfatare lo stereotipo che ci dipinge l’Africa come una continente di fame e arretratezza atavica, incapace di sfruttare le proprie risorse per determinare il proprio sviluppo e quindi, nella migliore delle ipotesi, solo da aiutare.
A Terra Futura, domenica 20 maggio, una giornata dedicata all’Africa attiva e di successo, per mostrare che c’è già un’altra Africa in costruzione fatta dagli africani.
Così saranno presentati libri di letteratura africana (forse la più fresca e innovativa nel panorama mondiale) e sullo sfruttamento economico dell’Africa (come il libro “Rose & Lavoro”, l’inchiesta denuncia sul commercio internazionale dei fiori recisi dal Kenya all’Europa, presentato da Alex Zanotelli); si confronteranno progetti di comunità e di sviluppo che funzionano (dal Monzambico all’Algeria); i rappresentanti della società civile attiva protagonisti del World Social Forum di Nairobi presenteranno le proprie idee sull’Africa (la maggior parte di loro sono donne coraggiose che possono essere i leader dell’Africa di domani); presenteremo l’arte contemporanea africana (dalla musica di Gabin Dabirè alla “prima” italiana del film “DarAtt” del regista Mahamat-Saleh Haroun, vincitore del premio speciale della Giuria al Festival del Cinema di Venezia, dalla mostra sul Sahel della ONG Cospe “Uno sguardo lungo un giorno”,fino ai disegni sui temi africani di Edoardo Di Muro).
Non a caso si è scelto di presentare l’evento in anteprima, lo scorso gennaio, al World Social Forum di Nairobi. Nella convinzione che il futuro del pianeta sia strettamente legato ad uno sviluppo giusto, democratico, e sostenibile per tutte le persone e per tutti i popoli: perché occorre ripensare in maniera globale il nostro “abitare la terra”, e le questioni sociali, ambientali ed economiche sono assolutamente inscindibili.
L’Africa è già il cantiere più interessante del mondo nuovo in costruzione: non ha bisogno della carità dell’Occidente, bensì di valorizzare le proprie risorse ambientali ed umane per decidere autonomamente una propria strada allo sviluppo e di collaborare con l’Occidente per costruire una progetto di sviluppo sostenibile per il pianeta. E' proprio con l'Africa (e gli altri paesi del Caraibi e Pacifico) che l'Unione Europea sta per siglare un nuovo Accordo di Partenariato Economico (EPA), dove però sotto il principio di assoluta reciprocità, si nasconde una nuova dominazione economica, che rischia di soffocare ulteriormente il grande continente. A Terra Futura verrà rilanciata la campagna “L'Africa non è in vendita”, per rimarcare all'Unione Europea che non ci sono partenariati che non siano alla pari. Per questo la sfida è comune: cambiare il rapporto dell'Europa con l'Africa, unire le voci e le forze della società civile per un vero partenariato sociale, culturale ed economicamente sostenibile.
A Terra Futura i progetti, le esperienze ed gli esempi concreti che spaziano dalla tutela dell’ambiente alle energie alternative rinnovabili, dall’impegno per la pace alla cooperazione internazionale, dal rispetto dei diritti umani alla finanza etica... Tre giorni per comprendere come agire in pratica per garantire un futuro alla terra e come costruire un modello di sviluppo diverso, più equo e sostenibile.
Il programma di Africa Futura è visibile qui.
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