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“Comunità sostenibili e responsabili”:questo il tema al centro della riflessione e dell’impegno di Terra Futura 2010- individuato dai partner dell’evento - perché è da qui che può nascere unprogetto di società capace di farci uscire diversi e davvero dalla crisi.
Una proposta che intende essere prima ditutto di una sfida culturale: promuovere l’idea di una comunità fondata suivalori di apertura, comunicazione, dialettica, responsabilità e biodiversità, comestrada privilegiata per delineare futuro sostenibile e un presente di benessereper tutti. Comunità intesa come dimensione della pratica concreta delleesperienze di un diverso sviluppo: è questo il luogo delle alleanze, dove lepossibilità di governo, impresa, stili di vita responsabili e sostenibilidiventano realtà sempre più significative e dove il ruolo dei singoli individuiè importante almeno quanto quello delle aggregazioni sociali e produttive.
> Scarica il Position Paper condiviso e redatto dai partner di Terra Futura
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 Già da tempo sono ripresi i lavori di Terra Futura, in pieno fermento per introdurre importanti novità ai suoi progetti di maggior successo, sviluppati nel corso delle ultime edizioni. Sono infatti sempre più numerose le iniziative speciali promosse dall’evento, vero e proprio cantiere di idee che recepisce e integra i più svariati stimoli del “mercato” della sostenibilità per tradurli in progettualità concrete.
Nuove opportunità di green & social business con la II edizione della Borsa delle Imprese Responsabili, con incontri one-to-one e workshop tecnici per gli attori di sistema (pubblico, privato e non profit).
A breve online inoltre il bando di concorso per partecipare alla V edizione del Premio Architettura&Sostenibilità, riservato a tesi di laurea e di dottorato di ricerca, ma anche alle pubbliche amministrazioni.
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L’usa e getta degli indesiderabili, questa è la subcultura economica che ha prodotto i fatti di Rosarno. C’è tutto un sistema che si approfitta degli immigrati e che li costringe a vivere come non-persone. Poi arriva la persecuzione, la caccia al nero, con le cosche che una volta di più si mettono alla guida del paese, organizzando a modo loro le ronde e la tolleranza zero.
Si vive accanto a persone offese nella loro dignità e private di ogni diritto, ma nessuno protesta.
Si coltiva l’odio verso gli ultimi tra gli ultimi fino a perdere qualsiasi fondo di umanità.
Dobbiamo chiederci in quale modo di vivere ci stiamo perdendo se c’è odio verso chi soffre l’ingiustizia. A Rosarno siamo riusciti a cancellare il senso di giustizia.
Cancellare il senso di giustizia nelle coscienze delle persone lo consideriamo un crimine di cui crediamo responsabili:
- la criminalità organizzata che controlla vasti territori del paese e le loro economie,
- l’economia illegale che applica solo la legge del più forte,
- un mercato senza controlli che premia chi spinge lo sfruttamento di chi lavora fino all’inverosimile,
- una Repubblica che non riconosce ai migranti i diritti della persona,
- una comunità civile che in tutta Italia si rassegna all’economia sommersa, irresponsabile, in cui non si conosce se i prodotti che usiamo hanno violato la dignità della persona o sprecato risorse.
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 Anche Terra Futura ha aderito alla VI edizione di “M’illumino di meno”: la giornata del risparmio energetico indetta per il 12 febbraio dalla popolare trasmissione radiofonica “Caterpillar”, in onda su Rai Radio 2.
L’iniziativa invita a rispettare un simbolico “silenzio energetico” e si trasforma nella festa dell’energia pulita: una riflessione sulla necessaria riduzione degli sprechi e la valorizzazione delle fonti alternative. Nelle piazze spente di tutta Italia si accenderanno luci “virtuose” alimentate a energia rinnovabile e dimostrazioni creative di consumo efficiente per una “gestione più illuminata del nostro futuro”. La campagna, iniziata lo scorso 4 gennaio, è un’occasione per raccogliere e dare voce a idee innovative per produrre e distribuire energia in modo pulito, responsabile e sostenibile.
Aderisci anche tu all’iniziativa! per info e modalità di partecipazione : www caterpillar.rai.it
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 Nei giorni della cosiddetta COP15, l'attesissima XV Conferenza mondiale sui cambiamenti climatici, la città di Copenhagen decide di cambiare nome grazie ad un felice gioco di parole che, da "porto dei mercanti", la fa diventare "porto della speranza".
Nei fatti però, alla maggior parte dei partecipanti, agli osservatori, agli attenti lettori e a quanti, a vario titolo, si interessano di tematiche ambientali, risulta che l'enorme dispendio di energie, la travolgente partecipazione di capi di stato e di governo di 120 paesi del globo, il popolo dei 45.000 accreditati alla conferenza ufficiale abbiano prodotto un risultato molto inferiore alle aspettative e, sicuramente, insufficiente per rispondere in modo significativo all'autorevole allarme di costante surriscaldamento globale dell'IPCC (International Palen on Climate Change, delle Nazioni Unite).
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